L’anno successivo sono stato ordinato sacerdote. Ricordo ancora con gioia il momento in cui, al mio ritorno a Roma, i miei compagni del Collegio e dell’Università Gregoriana mi hanno accolto con gioia e amicizia. Ho capito che la vocazione non si vive in isolamento, ma è condivisa, celebrata e alimentata nella comunione. Roma è diventata più che il luogo dei miei studi. Era il luogo in cui cresceva la mia fede e dove la missione cominciava a prendere forma.
Ricordo ancora i giorni memorabili che Roma ci ha regalato. Rimarranno per sempre nella mia memoria gli ultimi mesi di vita di San Giovanni Paolo II, la sua serena sofferenza e il suo addio, che hanno segnato profondamente la mia fede. Poco dopo, l’elezione di Papa Benedetto XVI e le varie celebrazioni a cui ho partecipato mi hanno fatto sperimentare il battito della Chiesa veramente cattolica. Il Collegio era il luogo dove pregavamo insieme, condividevamo riflessioni e imparavamo, nella vita concreta, il significato della Chiesa universale.
Oggi, mentre festeggiamo il 125° anniversario del Colégio Português, rivivo tutto quello che ho imparato e ricevuto lì. È stato casa, scuola e famiglia. È stato il posto dove sono cresciuto come persona e come sacerdote, dove la vocazione si è consolidata nel dialogo tra studio e vita, tra silenzio e condivisione. Roma mi ha insegnato molto, ma il Collegio mi ha insegnato l’essenziale: il valore dell’amicizia e della comunione che rimangono per sempre.
Diocese do Funchal
Foto: Giselo Andrade – Arquivo Pessoal, anos de 2006-2010



