Testimonianza di P. Francisco Molho sui 125 anni del Collegio Portoghese

Il 20 ottobre scorso sono stati celebrati i 125 anni dalla fondazione del Pontificio Collegio Portoghese a Roma, casa dedicata alla formazione dei sacerdoti portoghesi e non solo. Infatti, l’attuale comunità del Collegio Portoghese, nell’anno accademico 2025/2026, sarà composta da 31 sacerdoti e 4 suore, provenienti dai seguenti paesi: 11 dal Portogallo, 10 dalla Corea del Sud, 6 dall’Angola, 3 da Timor Est, 2 dal Cile, 1 dal Brasile, 1 dall’India e 1 dalla Nigeria. Siamo una vera comunità internazionale, il che ci permette di ampliare gli orizzonti alla cattolicità della Chiesa e, allo stesso tempo, alla specificità di ogni geografia e cultura. L’ambiente vissuto nel Collegio consente di unire alla formazione accademica, che ciascuno realizza nelle più diverse università e corsi offerti a Roma, una dimensione di spiritualità e fraternità, che ci aiutano a vivere pienamente la nostra vocazione presbiterale.

Per celebrare questa ricorrenza, siamo stati ricevuti in udienza privata da Papa Leone XIV. È stata un’occasione unica poter incontrare il Santo Padre e ascoltare le sue parole di Padre e Pastore. Ricordando la storia del Collegio Portoghese, fondato nell’anno giubilare del 1900 (anche quest’anno è un anno giubilare) da Papa Leone XIII (che ha ispirato la scelta del nome dell’attuale Pontefice), Papa Leone XIV ci ha invitato a riflettere su due aspetti del nostro soggiorno a Roma: l’universalità – manifestata nella composizione della comunità, nei contatti che abbiamo a Roma, così come nella vicinanza al Successore di Pietro, segno di unità della Chiesa cattolica – e la misericordia divina – ispirata al Sacro Cuore di Gesù, al quale il Collegio è stato consacrato sin dalla sua fondazione, come era desiderio di Suor Maria del Divino Cuore, amica dei fondatori del Collegio. Purtroppo, l’incontro è stato molto più breve del previsto, poiché le udienze di quella mattina erano molto in ritardo e il Papa aveva ancora un gruppo numerosissimo da ricevere dopo di noi. Anche se non abbiamo potuto salutare personalmente il Santo Padre, è stata una grazia e un onore essere stati accolti da lui e aver ricevuto la sua Benedizione Apostolica.

Personalmente, è stata un’esperienza molto bella poter vivere in questa comunità, che non solo ci unisce a tanti sacerdoti del Portogallo e del mondo che sono passati di qui, acquisendo le competenze necessarie per l’esercizio delle loro missioni pastorali, ma ci proietta anche verso il futuro, verso questo grande compito che è l’evangelizzazione e il servizio al Popolo di Dio. Infatti, la celebrazione dei 125 anni del Pontificio Collegio Portoghese non è solo un atto di memoria, di grato ricordo della storia ormai centenaria di questa istituzione luso-romana, ma è, allo stesso tempo, uno sguardo al futuro della Chiesa, in modo particolare in Portogallo, affinché le conoscenze qui acquisite possano essere messe al servizio dell’edificazione ecclesiale, secondo il discernimento della volontà di Dio e la lettura dei segni dei tempi. In verità, da quando sono arrivato al Collegio, mi è stato trasmesso questo amore per le nostre diocesi, per il Popolo di Dio che in esse cammina, per i nostri vescovi, per i nostri presbiteri, perché la missione che ora esercitiamo non è fine a se stessa, ma tende alla crescita umana e spirituale, non solo nostra, ma di tutti coloro ai quali saremo inviati a servire, nel mio caso concreto, nella diocesi di Beja.

Sia benedetto Dio per il Pontificio Collegio Portoghese, per i suoi 125 anni di storia, per tutti coloro che sono passati di qui, per tutti coloro che sono qui e per tutti coloro che ancora beneficeranno di questa casa, che è una vera famiglia, come ci ha ricordato Papa Leone XIV, incentrata sulla crescita della grande Famiglia dei Figli di Dio!

P. Francisco Molho 

Diocese de Beja 

Fontehttps://diocesedebeja.pt

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