125º Anniversario della Fondazione del Pontificio Collegio Portoghese

Onorare la memoria, ringraziare il presente, guardare al futuro

Il 20 ottobre 1900, durante il Giubileo dedicato al Risveglio della Fede, Papa Leone XIII fondò il Pontificio Collegio Portoghese, con l’intento di offrire alla Chiesa in Portogallo le condizioni necessarie per dotare i pastori di un cuore saggio e competente, necessario per affrontare le sfide che si presentavano alla Chiesa all’inizio del XX secolo. Ora, durante il Giubileo della Speranza, con Papa Leone XIV, celebriamo i 125 anni dalla sua fondazione. Ogni Giubileo ci conduce sempre al mistero di Cristo, ed è coinvolti e radicati in Lui che eleviamo la nostra gratitudine per tanti segni tangibili della Sua presenza, in questa storia secolare, raccontata soprattutto dalla vita donata di tanti suoi ministri.

Questa celebrazione giubilare è quindi un’occasione per rendere grazie al Buon Pastore per i frutti che le successive comunità sacerdotali, che hanno abitato questa casa, hanno fatto germogliare nella vita personale di ciascuno dei loro membri, ma anche nelle Chiese locali dove hanno annunciato e annunciano il Vangelo. Particolarmente associati al cuore materno di Maria, la Signora di Lourdes, nostra Patrona, eleviamo anche a lei la nostra gratitudine per la presenza cinquantennale delle Suore Vittoriane in questa istituzione: un dono inestimabile, plasmato dal carisma della Venerabile Suor Mary Jane Wilson, sua fondatrice, e tangibile in ogni gesto quotidiano di maternità spirituale e di attenta cura verso ciascuno dei sacerdoti.

Negli ultimi mesi, sfogliando le pagine di questa storia centenaria, mi è venuto in mente l’episodio evangelico di Giovanni, in cui Pietro, la mattina di Pasqua, dice: «Vado a pescare!» e i discepoli rispondono: «Veniamo con te!». Celebrare i 125 anni dalla fondazione significa, prima di tutto, ricordare questa esperienza dell’avvicinarsi alla barca di Pietro. Che è più di un semplice processo geografico. È prima di tutto quell’invito continuo a uscire da sé stessi, che si imprime in modo indelebile ogni ministro ordinato e che si concretizza con altra densità quando ci avviciniamo, anche affettivamente, a Pietro, ai suoi successori e al cuore della Chiesa. È soprattutto il rendersi disponibili a servire e ad annunciare il Vangelo, partendo dalla missione essenziale dello studio e della condivisione quotidiana della vita, dove l’interculturalità e l’interdisciplinarità sono elementi strutturanti della maturazione umana, spirituale e accademica.

Questi 125 anni che celebriamo contano la vita di oltre 1200 sacerdoti, provenienti da 65 paesi diversi, che in questo Pontificio Collegio hanno fatto le loro specializzazioni accademiche. Se da un lato più della metà di questi sacerdoti servono la Chiesa in Portogallo, nelle più svariate missioni pastorali, dall’altro lato la vocazione oltre i confini, impregnata dell’identità portoghese, ha incrementato progressivamente nel corso degli anni, anche in questa casa lusitana a Roma, la dimensione missionaria della Chiesa portoghese. L’interculturalità che caratterizza il percorso del Collegio Portoghese a Roma amplia il “sentire cum ecclesia” della sua comunità sacerdotale. Avvicinarsi alla barca di Pietro implica anche questa dimensione cattolica, universale, propria dei discepoli di Cristo che, in questa circolarità tra il cuore della Chiesa e i confini della terra, si configurano progressivamente per il compito dell’annuncio del Vangelo alle realtà poliedriche e complesse del nostro tempo.

Ma questo è anche un momento favorevole in cui il Collegio Portoghese è chiamato a riflettere sulla sua missione nel contesto attuale della Chiesa. Crediamo che la celebrazione della vita e della missione compiuta abbia senso solo in un costante interrogarsi sulle sfide che ci vengono poste, come spazio di preparazione e formazione integrale per l’annuncio credibile e autentico del Vangelo nel mondo contemporaneo. È quindi fondamentale il legame con le Chiese locali di provenienza di ciascuno dei nostri membri e, in particolare, con la Conferenza Episcopale Portoghese, che sin dall’inizio ha sempre accompagnato e sostenuto con speciale predilezione, stima e cura questa sua istituzione.

Nella celebrazione dei 125 anni, onoriamo la memoria, ringraziamo il presente e guardiamo al futuro. Legato in modo particolare al Successore di Pietro, il Collegio rimane uno spazio di fraternità sacerdotale, di esperienza formativa interdisciplinare e interculturale, ma anche attento alle sfide che la realtà attuale della Chiesa universale gli pone, per rispondere ad esse con la luce del Vangelo, nella fedeltà alla sua identità.

P. António Estêvão Fernandes 
Rettore del Pontificio Collegio Portoghese 

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