Pregate con perseveranza!

Pregate con perseveranza!

Pontificio Collegio Portoghese

OMELIA – 12 ottobre 2017

LETTURE: Ml 3,13-20; Sal.1, 1-4.6; Lc 11, 5-13. 

 

1. Il dinamismo della preghiera

 

Gesù vuole che i suoi discepoli mai si stanchino nella loro richiesta al suo e nostro Padre. Per questo vuole che la nostra preghiera sia insistente, persistente, senza sosta, incessante, senza alcuna interruzione. La preghiera deve finire quando la grazia è concessa, data, ottenuta. Fino al suo perfetto esaudimento, il discepolo di Gesù mai deve smettere di pregare. L'insistenza è la vita della preghiera. Il suo esaudimento è proprio nella sua non arrendevolezza.

L'esempio che Gesù ci offre è di grande efficacia formativa. L'amico che va dall'amico a chiedere dei pani a motivo di una visita improvvisa, non viene esaudito per la sua amicizia. Per amicizia mai quello si sarebbe alzato dal letto. Lo ha fatto invece per la sua insistenza, per non essere disturbato, perché i suoi bambini non venissero svegliati. L'amicizia muove l'amico perché si rivolga all'amico. L'amicizia però non è mai fonte di esaudimento. Fonte di esaudimento è solo l'insistenza. Questa verità devono tutti porla nel cuore, nella mente, nello spirito. Questa verità deve essere il principio, il fondamento di ogni nostra preghiera elevata al Signore Dio nostro.

Altra caratteristica, o qualità della preghiera dei discepoli del Signore è questa: la certezza di fede che il Padre nostro celeste può tutto e tutto concede ai suoi figli. Dio è Onnipotente. Nulla gli è impossibile. Tutto egli può fare all'istante. Tutto può fare dal nulla. Quanto ha operato all'inizio del tempo con la creazione, lo può fare ogni momento per i suoi figli. Lui è il Creatore dal niente. Il deserto del niente è dinanzi a noi. Questo deserto in un istante Lui lo può trasformare in un giardino ricco di abbondanti acque e di ogni albero da frutta.          Altre due verità devono sempre abitare nel cuore di chi prega. Vi è una infinita differenza tra i padri della terra, gli amici del mondo, le persone alle quali noi ci rivolgiamo e Dio. Queste persone non sono buone, non sono la bontà. Eppure ci danno cose buone se gliele chiediamo. Il Padre nostro è la bontà, la misericordia, la carità, la pietà, la compassione, l'amore eterno. Lui è il Bene che fa sempre il bene. Lui è la Carità che ama sempre. Lui è la Compassione che sempre si rivolge verso di noi. Il suo è il vero bene, il vero amore, la vera carità e con essi sempre ci arricchisce.

Dio però non vuole darci solamente delle cose. Vuole donarci lo Spirito Santo, che è l'eterna comunione di amore e di verità tra il Padre e il Figlio. Dio vuole darci una vita nuova, diversa, una vita divina, una vita eterna, santa, perfetta. Ci vuole rivestire della sua stessa vita. La preghiera dei discepoli di Gesù a questo deve tendere: alla sua divinizzazione, ad essere come Dio nella verità, nella carità, pietà, misericordia, compassione, giustizia, santità.

Gesù c’esorta a chiedere, a bussare alla sua porta, ad insistere se non otteniamo risposta. C’esorta ad essere umili, come lui, figlio di Dio, si è fatto umile in mezzo a noi, come San Francesco, Santa Teresa di Calcutta, i Santi Francesco e Giacinta Marto e tanti altri che facendosi ultimi tra gli ultimi sono diventati primi agli occhi di Dio.

Non vergognatevi a chiedere, non scoraggiatevi, non smettete di chiedere finché avrete fiato in gola e sopratutto non perdete mai la speranza perché, che crediate o no in Dio, la speranza è l'alimento che ci tiene in vita. Se ad un uomo togli la speranza è come ucciderlo.

 

2. In sintonia col Santuario di Fatima

 

Stasera e domani migliaia di pellegrini giungono al Santuario di Fatima, anniversario dell'ultima apparizione della Madonna e quest'anno chiusura delle celebrazioni del centenario. Siamo in comunione spirituale con la Chiesa in Portogallo, con tutti i pellegrini. Siamo pure in comunione con la Chiesa in Brasile nel III centenario del ritrovamento della statua di Nostra Signora d’Aparecida, Patrona del Brasile.

            La preghiera fa parte del messaggio di Fatima. La Signora del Rosario non si stancherà di chiedere ai pastorelli che «preghino il terzo tutti i giorni». La ragione di tale insistenza in questa preghiera indica il nucleo del messaggio di Fatima, il qual è evocato principalmente nei conti del mistero del Rosario: Fatima ricorda il volto biblico di Dio ­­­­con segni di misericordia che viene incontro all’uomo, desideroso di compensarlo con piena allegria; così anche la preghiera del Rosario c’immette nella promessa definitiva di un trionfo della Misericordia che il sacrificio di Cristo, evocata nella preghiera del terzo, inaugura.

            Richiesto in ogni apparizione di Nostra Signora – così come si evidenzia già dai primi interrogatori ai pastorelli – il Rosario è la preghiera che s’impara nella scuola di Maria. Questo ci porta all’umiltà della fede, nello stile che questa Donna unica, come dal suo fiat, ci dona e che si conserva in ogni gesto, ogni parola di Gesù, «meditando tutte queste cose nel suo cuore» (Lu 2,19). Meditare sui misteri della vita di Cristo, nel modo di Maria, è lasciarsi modellare dalla presenza di Dio, così come lei stessa fece.Iniziando con l’esaltazione della Santissima Trinità – questo è, collocandosi nell’orizzonte dell’adorazione di Dio – l’opera redentrice di Cristo si manifesta nel rosario.

            Il cristiano che non prega viene meno nella sua relazione con Dio e con gli altri. Seguendo l'esempio dei pastorelli di Fatima, adoriamo la SS. ma Trinità e per intercessione della Vergine Maria cerchiamo di convertirci al Signore, tramite la preghiera, l'Eucaristia, il sacrificio, la misericordia.

 

 

                                                                   P. Saturino da Costa Gomes, scj