Il Regno di Dio è in mezzo a noi

Il Regno di Dio è in mezzo a noi

Pontificio Collegio Portoghese

 

OMELIA – 16 novembre 2017

 

LETTURE:  Sap 7, 22 - 8, 1; Sal.118; Lc 17, 20-25. 

 

 

 

1. Uno sguardo sapiente

«Per vigilare e discernere quotidianamente il Regno in mezzo a noi è necessario uno sguardo sapiente, illuminato da quella sapienza che riflette il modo in cui Dio guarda la nostra storia. Solo quella sapienza, che è "riflesso della luce perenne , uno specchio senza macchia dell'attività di Dio e immagine della sua bontà" (Sap 7,26), può renderci vigilanti e capaci di penetrare le pieghe più nascoste della nostra storia per scoprire quel Dio che sempre opera per salvare l'uomo. Solo la sapienza può preparare quegli "amici di Dio e profeti" (7,27) ancora oggi necessari per orientare il nostro sguardo verso il compimento» (Messa e Preghiera Quotidiana, novembre 2017, EDB, 172).

Il capitolo sette del libro della Sapienza è così bello che andrebbe imparato a memoria, per poterlo ricordare in ogni momento! Sono ventuno gli attributi riconosciuti allo Spirito della sapienza. Ventuno qualità che dicono atteggiamenti, comportamenti, azioni dello Spirito che ciascuno di noi può riconoscere nella sua vita. Modi di essere di Dio, della sua presenza di cui essere certi, da invocare, su cui contare. Anche uno specchio per rivedere se stessi e ispirare ad essi i nostri cammini di conversione, senza fare esami di coscienza moralistici. Basterebbe interpretarne anche solo un paio di queste qualità! Meditiamo quali oggi vorremmo esprimere con la nostra vita: inoffensivo? Amante del bene? Intelligente?

 

2. Il Regno di Dio è in mezzo a noi

Abbiamo ascoltato l'interrogativo che oggi i farisei pongono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Gesù senza esitare, corregge le loro errate attese. «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: "Eccolo qui", oppure: "Eccolo là". Perché, ecco,  il regno di Dio è in mezzo a voi!». L'agire del Signore non si manifesta mai come spettacolo visibile agli occhi della carne. Lo si riconosce alla luce della fede, non attira l'attenzione dei sensi, ma smuove le coscienze se disposte a comprendere i segni di Dio.

Esiste ancora la tentazione di attenderci dal Signore manifestazioni eclatanti e spettacolari, sullo stile di quelli che spesso inscenano gli uomini. Nel Primo Libro dei Re leggiamo: «Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento». Egli si manifesta ad Elìa nel mormorìo di un vento leggero. Si manifesta di prevalenza agli umili, ai poveri e ai puri di cuore e a tutti coloro che fanno ardere dentro la luce della fede. Se ai nostri giorni, talvolta in tono accusatorio, si parla del silenzio di Dio, dobbiamo concludere che ciò dipende soltanto dalla cecità e dalla sordità degli uomini. Accadeva già ai tempi di Cristo; egli era lì in mezzo a loro, aveva iniziato la sua predicazione dicendo semplicemente: «Convertitevi e credete al Vangelo. Il Regno di Dio è vicino». Quella voce però per molti era caduta nel vuoto. C'è ancora il rischio di volerLo cercare chi sa dove, chi sa in chi, e non accorgersi che egli è vivo e presente in mezzo a noi (nell'Eucarestia, nella Chiesa, nei fratelli) a condividere in tutto la nostra storia.

Cerchiamo di vivere ogni giorno dentro a quel giorno, sino in fondo. Scriveva il Venerabile Card. Van Thuan: "Sono in prigione, se aspetto il momento opportuno per fare qualcosa di veramente grande, quante volte nella vita mi si presenteranno simili occasioni? No, afferro le occasioni che si presentano ogni giorno, per compiere azioni ordinarie in un modo straordinario". Vivere, in pace e felici, nel grigio quotidiano è la vera novitàcristiana, dalla quale tutti vogliono invece fuggire. Stare dove il Signore ci ha posti, senza sperare un altro luogo, senza voli mentali in paradisi illusori annunciati da falsi profeti, padri d'ogni ideologia e d'ogni idealismo. Per chi guarda gli eventi con gli occhi di Cristo il grigio rivela i colori meravigliosi che nasconde. Le ferite gloriose di Cristo sono le soglie dischiuse sul cammino alla Vita eterna dentro la vita quotidiana.

Il Regno di Dio è in mezzo a noi dice il Signore, è impastato col nostro mondo, ne fa parte integrante, ne è intimamente connesso. È il nostro sguardo che lo deve riconoscere, è il nostro cuore che è chiamato ad accorgersene. Siamo chiamati a cambiare il nostro sguardo per riconoscere il Regno che si realizza in mezzo a noi. Anche noi, presenti in questo Collegio a Roma, siamo chiamati a integrare lo studio nella missione sacerdotale che il vescovo ha affidato a ciascuno, non perdendo le occasioni che la Chiesa ci offre nella vita ordinaria.

In questa comunità, nelle nostre parrocchie, nelle nostre liturgie, nelle nostre iniziative di carità, nella nostra profezia realizziamo il Regno, non altrove. Che bello sapere che la nostra comunità è un anticipo e una realizzazione parziale del Regno che è già e non ancora! La passione per il Regno di Dio è una componente presente nella vita dei santi e, in particolare,  le sante che la liturgia di oggi ci offre: Margherita di Scozia e Geltrude, vergine.

 

3. La Prima giornata mondiale dei poveri

Nella prossima domenica celebreremo la I giornata mondiale dei poveri, istituita da Papa Francesco al termine del Giubileo della Misericordia «perché in tutto il mondo le comunità cristiane diventino sempre più e meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e i più bisognosi».  La sfida del Papa, rivolta a ciascuno di noi è forte: «Invito la Chiesa intera e gli uomini e le donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo, in questo giorno, su quanti tendono le loro mani gridando aiuto e chiedendo la nostra solidarietà. Sono nostri fratelli e sorelle, creati e amati dall’unico Padre celeste. Questa Giornata intende stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. Al tempo stesso l’invito è rivolto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, perché si aprano alla condivisione con i poveri in ogni forma di solidarietà, come segno concreto di fratellanza. Dio ha creato il cielo e la terra per tutti; sono gli uomini, purtroppo, che hanno innalzato confini, mura e recinti, tradendo il dono originario destinato all’umanità senza alcuna esclusione».

Che facciamo noi per i poveri? Siamo sensibili alle diverse povertà della società odierna? Preghiamo per tutti coloro che nella Chiesa svolgono un apostolato presso i poveri, preghiamo per i poveri vittime della cultura dello scarto e dello spreco.

 

P. Saturino da Costa Gomes, scj