GIOVEDÌ DELLA III SETTIMANA DELLA PASQUA (2020)

GIOVEDÌ DELLA III SETTIMANA DELLA PASQUA (2020)

GESÙ IL MEDIATORE DALLA NOSTRA SALVEZZA 

Se conosciamo Dio attraverso Gesù, allora, Gesù è il nostro Mediatore. Ossia, Gesù è il fenomeno e Dio è il fondamento. Cioè si deve partire dal fenomeno (Gesù) al fondamento (Dio). Ma come c'è sempre qualcuno che non capisce, Filippo si chiede pedagogicamente: come si può capire questo, se nessuno ci istruisce? Gesù (come fenómeno) è venuto per farci conoscere Dio (come fondamento). Per questo dice: chi crede, ha la vita eterna.

"Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato", disse Gesù. Perché, certamente, non è prima dalla nostra volontà di cercare il Signore: è l'amore del Padre per ciascuno di noi chi ci attira e ci chiama: noi rispondiamo appena alla chiamata sua. E questa risposta è un'altra costatazione presa dalla Scrittura quando leggiamo che per rispondere a Dio dobbiamo essere insegnati da Lui: tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore" (Isaìa 54, 13 ). La Scrittura dice come saremo insegnati da Dio e aggiunge: "porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore" (Geremia 31, 33 ). E come questo non fosse sufficiente, Dio ci consola e ci dice: "dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Chiunque invocherà il nome del Signore, sarà salvato" (Gioele 3, 1. 5).

Gesù non solo dà, ma anche se dà lui stesso, ogni giorno sull'Eucaristia, sulla preghiera e sulla croce. Partendo dalla questione di Filippo, spiego la dottrina di Gesù attraverso la spiegazione del simbolo dalla croce.

La croce ha due asti: una verticale e una orizzontale. La verticale lega il Cielo e la Terra. L' orizzontale Io e Tu. L'asti orizzontale si basa sull'asti verticale. In mezzo, c'è Gesù. C'è Gesù come Mediatore sia di chi vuol trovare Dio sia di chi vuol amare l'altro. Senza Gesù non si può conoscere Dio neanche amare il prossimo. É interessante che Gesù è crocifisso con i piedi attaccati (questo vuol dire che ha sentito il dolore). Il dolore che ha sentito è per dirci che a volte ci vuol sacrificio per amare il prossimo. È anche crocifisso con le braccia aperte, cioè per farci capire che lui è disposto a ricevere tutti. Per questo la croce ha quattro braccia che ripresentano i quattro punti cardinali, i quattro continenti.  

Con il salmista diciamo: "La tua salvezza, Signore, è per tutti i popoli".

Pe. Artur (Diocese do Uíje – Angola)