Giovedì 5 marzo (2020)

Giovedì 5 marzo (2020)

Carissimi fratelli e sorelle, 

Come uomini viaggiatori da un punto A (la concezione) a un punto B (la morte) nel tempo finito, siamo destinati a raggiungere l’infinito in Dio. Per questo, la chiesa, sotto la potenza dello Spirito Santo, ci invita ad entrare nella santificazione del tempo, consacrando alcuni dei suoi momenti per poter rafforzare la nostra amicizia con Dio, Creatore di tutte le cose, e allo stesso tempo, ricordare la sua presenza nel tempo, le sue intervenzioni per la nostra salvezza. È il senso del tempo della quaresima, un percorso spirituale annuale di 40 giorni dal mercoledì delle ceneri fino alla contemplazione del mistero pasquale, fonte e culmine della vita della chiesa e della sua missione, cioè fonte e culmine della vita cristiana.

In questo giovedì della prima settimana di questo santo tempo, la preghiera è la parola chiave su quale meditiamo. Il tempo della quaresima è tempo di preghiera, cioè, tempo di incontro amoroso e fiducioso con il Signore che ci ama e che ci ascolta sempre. Una preghiera che esprime la nostra debolezza e la nostra insufficienza di fronte a Dio forte e onnipotente. Una preghiera che esprime la presa di coscienza della nostra natura in quanto creato di fronte a Dio Creatore. Una preghiera che esprime la nostra dipendenza da Dio. Una preghiera nella quale, come la regina Ester, cerchiamo l’aiuto, il soccorso in Dio, soprattutto nei momenti difficili, nei momenti dell’angoscia e della paura come quello che il mondo intero sta vivendo con il corona virus (covid19). Nella sua angoscia mortale, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore. Si prostrò a terra in una preghiera comunitaria e perseverante con le sue ancelle da mattino a sera dicendo: «tu sei benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta». Rivolgiamo questa stessa preghiera a Dio per il mondo di oggi, per gli ammalati, per coloro che curano e per coloro che congiungono le loro forze per eradicare il virus.

Gesù, nel Vangelo di Matteo che abbiamo ascoltato, invita i suoi discepoli, e attraverso i discepoli ci invita a questa preghiera fiduciosa e perseverante. Tre coppie di verbi esprimono lo status dell’uomo insufficiente che prega e lo status di Dio fonte di ogni bene che ascolta e esaudisce: chiedere-ricevere, cercare-trovare, bussare-aprire. L’uomo è colui che chiede e riceve perché Dio dà, è colui che cerca e trova perché Dio mostra e in fine colui che bussa perché sa che Dio aprirà. Tuttavia, tutto si gioca su che cosa cerchiamo e come cerchiamo, cosa chiediamo e come chiediamo, cosa bussiamo e come bussiamo. Dio buono, non si dispone a dare cose cattive ma cose buone. Le cose cattive vengono della nostra libera scelta a voler chiedere male o a un altro che Dio, a voler cercare laddove non si dovrebbe o a cercare per trovare secondo la nostra propria visione, a voler bussare alla cattiva porta o magicamente alla porta di Dio volendo che Dio apra subito. Dio si dispone a darci cose buone per la nostra salvezza. Per questo, fra gli uomini, dobbiamo condividere anche cose buone. Così, conclude Gesù, tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i profeti. Si tratta della legge dell’Amore che deve guidare la vita dei cristiani, la nostra vita, soprattutto in questo tempo di quaresima che coincide con questo tempo di dura prova nel mondo. Amiamoci gli uni gli altri come Dio ci ama e chiediamo la forza dello Spirito Santo per poter realizzare questo compito.

(Pe. Damin Joseph)